Giovani e futuro: cosa è andato storto?

Presentata la ricerca che cerca di far luce sulle cause alla base di una crisi che coinvolge soprattutto la gioventù europea.

Anche negli anni più duri della crisi economica, la formazione professionale dei giovani conferma il suo ruolo centrale all’interno delle politiche pubbliche a favore del lavoro. Non può esserci buona occupazione senza una buona formazione, che sia qualificata, pratica e legata al fabbisogno reale del mondo delle imprese.

Anche a queste considerazioni porta l’indagine realizzata con il contributo del Forum Europeo dei Giovani, che approfondisce le conseguenze della crisi finanziaria sui giovani e mette in evidenza come le politiche in atto tese a risolvere la crisi hanno colpito negativamente la società nel suo complesso, ma in particolare proprio i giovani.

Prima di tutto è diminuita nei giovani la sicurezza dell’occupazione, sono stati fatti tagli al salario minimo e i bilanci per l’istruzione drasticamente ridimensionati.

La pubblicazione denuncia che la risposta complessiva è stata mal coordinata e inefficace, con misure che in generale hanno in maniera sproporzionata avuto effetti negativi soprattutto sui giovani. Conclude che in Europa la transizione dei giovani alla fase adulta, come conseguenza della crisi finanziaria, è stata ritardata: i giovani lasciano la casa di origine più tardi e rimandano sempre di più il momento di diventare genitori.

La ricerca lancia inoltre una serie di raccomandazioni e giunge alla conclusione che l’unico modo di affrontare la crisi è realizzare profondi cambiamenti strutturali e istituzionali e politiche volte alla creazione di lavoro di qualità. Queste politiche dovrebbero rientrare in un contesto macroeconomico coerente mirato ad una crescita inclusiva e sostenibile.

Sei anni dal l’inizio della crisi economica e non c’è alcun dubbio che i giovani siano stati quelli più colpiti:

Mentre si discute sui diversi percorsi per la ripresa dalla crisi finanziaria mondiale, tutti concordano sul fatto che le cifre sulla disoccupazione, in particolare dei giovani, sono ancora allarmanti. Anche se forse abbiamo iniziato un processo di lenta ripresa, alcune recenti proiezioni indicano ulteriori aumenti della disoccupazione fino alla fine del 2015 in diversi Paesi europei. A luglio 2014 nell’Unione europea il tasso di disoccupazione toccava ancora un massimo di 10,2% e il tasso di disoccupazione giovanile si attestava al 22% 3.

 

Qui il documento integrale: “YFJ-Publication-Youth-in-the-Crisis