Evento GRATUITO, 26 febbraio 2022, dalle ore 9:00, CAMPOBASSO
Titolo evento formativo: “Il disagio della società del XXI secolo: sintomo, soggettività e cura nel tempo della post-modernità”
Data di svolgimento: 26 febbraio 2022, dalle ore 9:00 alle ore 14:00
Modalità: Residenziale
Crediti ECM: 4,6
Luogo svolgimento: Convitto Nazionale Mario Pagano, corso Giuseppe Mazzini n. 1 – Campobasso
Categorie accreditate: psicologo; psicoterapeuta
Costo partecipazione: Gratuito
Numero massimo di partecipanti: 50
Informazioni e prenotazioni: email: ecm@sicurform.net – tel: 0874493750
Razionale scientifico:
Freud scrisse il libro “Il disagio nella civiltà” la cui traduzione è stata erroneamente cambiata in “Il disagio della civiltà” in un periodo storico in cui la depressione, dovuta alla forte crisi del 1929, aveva fatto crescere il consenso al movimento nazionalista di Hitler. In quel periodo cominciava la persecuzione degli ebrei che diventarono il capro espiatorio di un malessere generale promosso da Hitler e dal suo regime dittatoriale. Freud, ebreo, sentì il bisogno di andare oltre le consuete riflessioni psicoanalitiche sull’individuo, per cercare di comprendere le dinamiche sottostanti le società umane.
La civiltà nasce per garantire sicurezza e protezione all’individuo; essa è retta da un delicato equilibrio delle relazioni tra individuo e civiltà, continuamente messo a rischio dal conflitto inconscio interno all’individuo, dal sentimento di colpa prodotto dal conflitto e dall’aggressività distruttiva che lo accompagna.
Emerge così il paradosso di una civiltà che si è formata per uno scopo e che invece mette gli uomini in condizione di distruggersi; di una cultura che, lungi dallo strapparli alle feroci necessità della natura, consente loro di infliggersi enormi sofferenze.
Il fine della Kultur per Freud non è il disagio: è grazie alla civiltà che l’uomo ha conquistato la sicurezza e il benessere, abbattendo le pulsioni distruttive che non corrispondono ai canoni della convivenza civile. Tuttavia queste pulsioni distruttive non scompaiono e purtroppo cercano degli sfoghi. L’omicidio, lo sterminio del prossimo, la violenza e la guerra non sono solo incidenti che si verificano per conflitti nati da interessi opposti, ma devono essere interpretati come il deflagrare di qualcosa di primitivo, che tenuto a freno dalla società, esplode come una bomba devastante in determinate situazioni storiche. Quando le tensioni sociali diventano troppo forti a causa di situazioni disastrose, come una recessione economica, il rispetto reciproco si trasforma in razzismo, xenofobia, fino ad un esito catastrofico come la guerra.
Nella giornata formativa si partirà da questa riflessione, che ha animato il lavoro analitico a partire da Freud, e da quanto più che di rinuncia pulsionale attualmente si dovrebbe parlare di un lavoro di sublimazione, che conservi la sensualità, allargando lo spazio delle differenze che tengono vivo il desiderio. Il lavoro di sublimazione che non deve essere mediato dal senso di colpa, ma dal senso di responsabilità che difende la parità dei soggetti desideranti e quindi la non linearità del loro spazio d’intesa. Un lavoro di riparazione dell’individuo che deve andare nella stessa direzione di una riparazione della società civile, laddove il compito risulta tanto più difficile quanto più proprio la società si dissolve in una massa impersonale di automi indifferenziati.
Il lavoro analitico tratta le fratture e le continuità tra soggetto e società civile, tra esigenze individuali e obblighi/opportunità sociali e questo nell’ottica dello psicologo come ricercatore di confine, proprio come lo fu Jung che portò sempre l’attenzione sulla vastità dell’inesplorato, che si estende ben oltre l’angusta area di “verità storiche” più o meno accertate.
Mission:
Il disagio della civiltà nel XXI secolo: sintomo, soggettività e cura nel tempo della post-modernità.
A cento anni dalla pubblicazione del saggio freudiano è possibile considerare il malessere psicologico contemporaneo come effetto dell’inconciliabilità tra esigenze individuali e obblighi sociali?
È ancora valida l’ipotesi secondo cui il legame sociale si perpetua attraverso la rinuncia pulsionale e il senso di colpa?
Come può il lavoro psicologico introdurre un elemento evolutivo all’interno della frattura, apparentemente inconciliabile, tra soggetto e società civile?
Programma dell’evento:
Sabato 26 febbraio 2022
ore 9.00 – 9.30 Registrazione partecipanti
ore 9.30 – 10.00 Introduzione al testo “ Disagio della civiltà” di Sigmund Freud
Alessandra RUBERTO
ore 10.00 – 12.00 Il disagio del desiderio è il disagio della civiltà.
Sarantis THANOPULOS
ore 12.00 – 13.30 Metafore fondanti e concezione del Simbolo in C. G. Jung – Epistemologia per una “cosa felice”
Angelo MALINCONICO
ore 13.30 – 14.00 Questionario finale di apprendimento
Responsabile Scientifico:
Dott.ssa Alessandra Ruberto
Qualifica: Psicologa e psicoterapeuta
Ente di appartenenza: Studio privato di Psicologia clinica e Psicoterapia Cognitivo Comportamentale
Laurea: Psicologia Cognitiva – Scuola di Psicoterapia cognitivo Comportamentale ad indirizzo Neuropsicologico
Docenti/Relatori:
Dott. Angelo Malinconico
Qualifica: Psicologo analista; Psichiatra; Criminologo clinico ad indirizzo Psichiatria forense
Ente di appartenenza: ASReM – Direttore UOC Centro di Salute Mentale e Servizi Collegati
Laurea e specializzazione: Medicina e Chirurgia – Psichiatria e Criminologia clinica a indirizzo Psichiatrico Forense
Dott. Sarantis Thanopulos
Qualifica: Psichiatra e Psicoterapeuta
Ente di appartenenza: Studio privato di Psichiatra e Psicoterapeuta
Laurea e specializzazione: Medicina e Chirurgia – Psichiatria e Psicoterapia