Formazione: lettera aperta al Presidente Frattura

Caro Presidente,

sul sistema della formazione professionale deve cambiare rotta.

Nello scorso mese di maggio un raggruppamento di 11 enti di formazione accreditati e operanti da tempo in Molise, che danno lavoro a oltre 100 persone e che non appartengono al gruppo degli operatori iscritti all’albo della formazione professionale (L.R. 10/95), ha redatto e sottoscritto il documento “Sistema molisano della formazione professionale: un cambiamento possibile”, un contributo congiunto offerto al partenariato socio-economico impegnato nel dibattito per la definizione della nuova programmazione regionale 2014-2020.  Una sintesi delle proposte per il cambiamento del sistema formativo regionale partendo da alcune valide esperienze di formazione realizzate e dalle numerose professionalità maturate negli anni sul nostro territorio. Ma l’attenzione si è incentrata anche sulla diverse criticità di cui ancora soffre il sistema formativo regionale e sulla necessità di integrarlo necessariamente con le politiche attive del lavoro e quelle per lo sviluppo.

Oggi nel proporlo quale apporto al dibattito istituzionale, pare indispensabile fare una premessa: è imperativo scindere le problematiche occupazionali riferite agli operatori iscritti all’albo regionale dalla pur indifferibile necessità di riforma dell’intero sistema formativo molisano.

La questione degli operatori iscritti all’albo è un punto delicatissimo perché coinvolge decine di famiglie. Esso tuttavia deve essere affrontato per quello che è: una vertenza per la salvaguardia di posti di lavoro, al pari delle tante che oggi purtroppo la Regione è costretta ad affrontare.

Pertanto le risorse erogate dall’UE non possono essere in alcun modo utilizzate per risolvere tale problema, sottraendole indebitamente ai beneficiari di tali fondi, ovvero giovani e imprese.

Altra cosa, invece, è la riforma complessiva del sistema formativo regionale. Una riforma inevitabile e strutturale, in linea con quanto richiesto dall’Europa e proposto recentemente dal Governo nazionale, che deve essere finalmente al servizio dei giovani e delle imprese locali, utile a che la formazione smetta una volta per tutte di svolgere il ruolo “sociale” di sostegno al reddito.

Occorre altresì arginare il rischio sempre presente di utilizzare la formazione come strumento di consenso elettorale di qualche amministratore.

Crediamo che la Regione Molise, quindi l’intera classe dirigente che oggi l’amministra, sia a un bivio: perpetuare la strada del passato o intraprendere quella della trasparenza e della competizione attraverso azioni di promozione della qualità, stabilità e regolarità del lavoro.

Chiediamo che i nostri enti non siano considerati meno di quelli che occupano gli operatori storici della formazione professionale, con tutto il rispetto per il loro lavoro quando è svolto con efficacia e qualità.

Quella che reclamiamo è una vera e propria rivoluzione culturale dell’intero impianto regionale di formazione e di orientamento, che vogliamo contribuire a realizzare capitalizzando le professionalità maturate in questi anni e la passione che ancora ci spinge ogni giorno a migliorare.

Abbiamo avanzato pubblicamente una proposta strategica di riforma che verte sui seguenti punti:

  1. Investire su trasparenza e qualità
  2. Riconoscere la centralità dell’impresa
  3. Rilevazione efficace dei fabbisogni formativi dei giovani
  • E’ necessario evitare l’eccessiva frammentazione delle risorse in una miriade di azioni che rischiano di essere scarsamente incisive e poco efficaci in termini di azioni di sistema (occupabilità, capitalizzazione delle competenze, ecc.).
  • Occorre rimettere al centro dell’intervento formativo l'”allievo” lasciando ai giovani, ai lavoratori e alle imprese la libertà di scegliere autonomamente il proprio percorso formativo professionale e di aggiornamento. Quindi, cancellando una volta per tutte l’indennità di frequenza, è essenziale promuovere l’impiego del voucher (assegno formativo) vera e propria leva del cambiamento, strumento democratico e trasparente capace di ridefinire immediatamente il nuovo sistema formativo e professionale regionale. Gli enti di formazione perdono così il ruolo di “beneficiari” dell’intervento pubblico e sono vincolati ad una positiva opera di riqualificazione della propria offerta formativa (sana concorrenza) per sostenere la competizione attraverso un ventaglio di servizi innovativi, di qualità ed efficaci.
  • Occorre favorire il collegamento reale tra la formazione e i fabbisogni delle imprese, premiando gli enti in grado di stabilire rapporti stabili e non occasionali con le imprese, in grado di leggere, intercettare e rispondere in modo tempestivo ed efficace alle richieste di competenze.
  • Occorre altresì adottare strumenti operativi snelli che consentano di rispondere ai fabbisogni delle aziende secondo modalità e tempi imposti dal mercato del lavoro e non da lungaggini burocratiche a volte mortificanti, che svuotano l’efficacia degli interventi stessi.
  • L’attuale sistema di rilevazione della dispersione scolastica risulta fortemente deficitario: occorre ripensare agli strumenti di rilevazione e potenziare gli interventi per combatterla: prevedere l’assegnazione dei percorsi triennali di obbligo formativo in base alle pre-iscrizioni raccolte dagli enti potrebbe da subito arginare la “corsa al bando” e premiare gli enti che hanno sviluppato una reale presenza sul territorio e una proposta formativa di qualità. Occorre sostenere la formazione lungo tutto l’arco della vita del lavoratore.

Per quanto attiene la semplificazione burocratica:

  • I meccanismi di concessione a monte, e sistemi di controllo a valle, sono spesso inutilmente farraginosi e non restituiscono indicazioni utili a valutare la qualità dell’intervento;
  • Occorrono regole chiare per l’accreditamento degli odf e semplificare le procedure amministrative per i corsi liberi;
  • Bisogna migliorare i sistemi di monitoraggio, controllo e vigilanza, analisi delle certificazioni delle competenze dei formatori.

 

Abbiamo più volte manifestato la nostra piena disponibilità ad approfondire in qualsiasi momento e sede tali proposte.

Restiamo in attesa dell’incontro richiesto già dal mese di ottobre.

Cordialmente,

 

ARCADIA Coop – A.RE.S. – ASEC Formazione – ASSIFORMAT – ATHENA Agenzia Formativa – CHRIMAR – CONFCOMMERCIO Campobasso – COSMO Servizi – FORMALAB – GAL MOLISE Verso il 2000 – ISTITUTO di MUSICA & ARTE del MOLISE – Istituto Politecnico KEPLERO – SCUOLA e LAVORO – SICURFORM ITALIA – T.H.O.R. formazione