Con l’ok di Anpal ai piani regionali pronto a partire il Programma nazionale “Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori”

Entro fine aprile prevista l’assegnazione di 660 milioni di euro a titolo di anticipazione; altri 220 milioni di euro verranno erogati una volta rendicontato l’utilizzo di almeno il 50% della prima tranche

Taglio del nastro per GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori), il programma nazionale di politiche attive inserito nell’ambito della Missione 5, Componente 1, del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), per il quale sono disponibili risorse complessive pari a 4,4 miliardi di euro cui si aggiungono 600 milioni di euro per il rafforzamento dei Centri per l’impiego e 600 milioni di euro per il rafforzamento del sistema duale.

Anpal ha dato il via libera ai 20 piani attuativi delle Regioni (manca solo quello della Provincia autonoma di Bolzano atteso per fine mese) autorizzando così l’assegnazione della prima tranche di 660 milioni di euro prevista entro fine aprile; altri 220 milioni di euro verranno erogati una volta rendicontato l’utilizzo di almeno il 50% del primo stanziamento. Dal momento in cui disporranno effettivamente delle risorse assegnate le Regioni potranno pubblicare i bandi per la selezione dei soggetti attuatori dell’offerta formativa e degli accreditati per i servizi per il lavoro. Entro il 2022 l’attuazione di GOL dovrà permettere il raggiungimento di almeno 300 mila beneficiari.

“In tre mesi tutte le Regioni sono riuscite a rideterminare i loro servizi e le loro attività sulla base del Programma Gol. Si tratta di una riforma di sistema, una riforma delle politiche attive a tutto campo. Un risultato straordinario – commenta Raffaele Tangorra, commissario straordinario dell’Anpal – Non dobbiamo essere ossessionati dal tempo, siamo davanti a una riforma di sistema. Quindi correre va bene, per i bisogni dei cittadini soprattutto, ma dobbiamo avere ben chiara la sfida che abbiamo di fronte che pone le premesse per un lavoro che va oltre negli anni. L’ obiettivo perseguito è stato sempre quello di assicurare la coerenza di ogni Par con il Piano nazionale. Stiamo per pubblicare una circolare sui livelli essenziali delle prestazioni per allargare il campo delle misure da offrire alla platea di percettori di Gol rispetto allo standard di Garanzia giovani. L’ operatore del Cpi potrà effettuare una valutazione più ampia delle aree di bisogno del lavoratore partendo dalle competenze che ha in rapporto alle richieste dal mercato per indirizzarlo in uno dei 5 percorsi individuati da Gol. A breve – conclude Tangorra – forniremo agli operatori delle procedure standard di assessment, per aiutarli ad effettuare la profilatura e la valutazione multidisciplinare”.

Tre i target principali di GOL:

1 – almeno 3 milioni di beneficiari entro il 2025; di questi, almeno il 75% dovranno essere donne, disoccupati di lunga durata, persone con disabilità, giovani under 30, lavoratori over 55;

2 – almeno 800 mila dei suindicati 3 milioni dovranno essere coinvolti in attività di formazione, di cui 300 mila per il rafforzamento delle competenze digitali;

3 – almeno l’80% dei CPI in ogni regione entro il 2025 rispetta gli standard definiti quali livelli essenziali in GOL.

Il Programma prevede l’applicazione di una serie di strumenti e misure per il reinserimento lavorativo dei disoccupati, dei percettori di Reddito di Cittadinanza, dei lavoratori in cassa integrazione, dei disabili, delle donne, dei giovani, degli over 50 e di altre categorie. Cinque i percorsi delineati:

1 – per chi è più facilmente occupabile è previsto un percorso lineare di reinserimento lavorativo;
2 – per chi ha bisogno di adeguare le proprie competenze c’è un percorso di aggiornamento ‘upskilling’, che prevede interventi formativi prevalentemente di breve durata e dal contenuto professionalizzante;
3 – per chi è più distante dal mercato del lavoro verrà avviato un percorso di riqualificazione ‘reskilling’, che si traduce in una robusta attività di formazione, con un focus a quelli che sono i profili più richiesti;
4 – per i casi più complessi, si andrà ad attivare il percorso di lavoro e inclusione, che fa leva sulla collaborazione con la rete dei servizi territoriali, come quelli educativi, sociali, sanitari, di conciliazione;
5 – nella specifica situazione di crisi aziendale, si attiva un percorso di ricollocazione collettiva, attraverso la valutazione delle chanches occupazionali, della professionalità dei lavoratori coinvolti e del contesto territoriale di riferimento per individuare soluzioni idonee all’insieme dei lavoratori stessi.