L’idrogeno “verde” nell’obiettivo di sviluppo italiano

Il Recovery Plan italiano sarà per le aziende un’occasione imperdibile

Pare oramai certo che la fetta maggiore delle risorse del prossimo Recovery Plan sarà riservata al macro-settore “rivoluzione verde e transizione ecologica”  che comprende i sottosettori del superbonus, della crescita di rinnovabili e idrogeno, e la mobilità sostenibile.

Data la convergenza internazionale che procede a ritmi serrati verso l’idrogeno verde (o idrogeno pulito) prodotto da energie rinnovabili *, anche Draghi nel suo discorso inaugurale in Parlamento ha delineato un progetto politico in cui il rafforzamento del Recovery Plan passerà fondamentalmente per l’implementazione della produzione di energia da fonti rinnovabili, l’alta velocità, la mobilità elettrica, la produzione e distribuzione di idrogeno.

“La risposta della politica economica al cambiamento climatico e alla pandemia dovrà essere una combinazione di politiche strutturali che facilitino l’innovazione, di politiche finanziarie che facilitino l’accesso delle imprese capaci di crescere al capitale e al credito e di politiche monetarie e fiscali espansive che agevolino gli investimenti e creino domanda per le nuove attività sostenibili che sono state create”.

Il rafforzamento del Piano Nazionale parte quindi dagli obiettivi riguardanti la produzione di energia da fonti rinnovabili e in parte anche da  produzione e distribuzione di idrogeno.

Da dove verranno le risorse?

Lo strumento sostanziale per sostenere gli investimenti è dunque il Recovery Plan italiano: le applicazioni dell’idrogeno potrebbero contribuire, insieme ad altre tecnologie di decarbonizzazione, sia agli obiettivi di riduzione delle emissioni, sia allo stimolo dell’innovazione.

Con il Piano Nazionale, l’Italia intende puntare su:

  1. La produzione di idrogeno nelle aree industriali dismesse (riconvertire le aree industriali abbandonate per testare la produzione di idrogeno da rinnovabili localizzate nelle aree stesse)
  2. La produzione di elettrolizzatori e sviluppo di una filiera dell’idrogeno ( creare un polo industriale per la produzione di elettrolizzatori, per soddisfare le diverse esigenze del mercato)
  3. L’ idrogeno nell’industria “hard-to-abate” come la siderurgia in cuil’idrogeno rappresenta in prospettiva un’alternativa al gas naturale per la produzione di Ferro Ridotto Diretto (DRI).
  4. Le stazioni di rifornimento ovvero creare una rete di stazioni di rifornimento di idrogeno per una riduzione delle emissioni legate al trasporto.
  5. L’idrogeno nelle ferrovie nell’ammodernamento del trasporto di merci pesanti in quanto la propulsione FCH (Fuel Cell Hydrogen) può sostituire il diesel laddove l’elettrificazione dei binari non è economicamente fattibile (attualmente circa il 40% della rete nazionale).
  6. La ricerca e sviluppo tecnologico sostenere azioni per migliorare la conoscenza del vettore idrogeno in tutte le fasi: produzione, stoccaggio e distribuzione.

Ulteriori risorse potranno essere concesse dall’ Innovation Fund (il programma con cui Bruxelles investe in progetti sulle tecnologie pulite) e dal Piano Operativo Nazionale (PON) 2021-2027, per poi essere assegnate a livello locale coinvolgendo gli organi regionali competenti e dall’IPCEI (Important Projects of Common European Interest) potranno essere altrettanto utilizzate per supportare lo sviluppo industriale su larga scala dei progetti di idrogeno verde.

Nelle linee guida della strategia nazionale il Governo ha inoltre identificato alcune fonti nazionali per il periodo 2020-2021 che potrebbero essere investite in progetti riguardanti l’idrogeno verde: Si tratta del Fondo crescita sostenibile (FRI), delle risorse del decreto Agosto e di Mission Innovation

Trail 2022 e il 2033, saranno disponibili ulteriori fondi: Ricerca Sistema Elettrico Nazionale, Fondo CleanTech,  e Fondo Sviluppo e Coesione. Come i fondi europei, una parte delle risorse nazionali potrebbe essere investita in progetti di idrogeno verde.


* L’unico idrogeno sostenibile al 100%  chiamato “green hydrogen” è  ottenuto mediante l’elettrolisi dell’acqua in speciali celle elettrochimiche alimentate da elettricità da fonti rinnovabili. Le altre tipologie di idrogeno a disposizione sono l’idrogeno grigio, prodotto attraverso processi che prevedono l’uso di combustibili fossili come materia prima, in particolare il reforming del gas naturale o la gassificazione del carbone, e l’idrogeno blu, ottenuto dal gas naturale con cattura e lo stoccaggio di carbonio, CCS, o altre forme di energia elettrica a basse emissioni di carbonio.